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VIDEO DIDATTICI CORSI APNEA
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La pinneggiata è un movimento innato per l'uomo e cambia da un individuo ad un altro in funzione di molti fattori: caratteristiche antropometriche - altezza, rapporto tra i segmenti corporei, distribuzione e sviluppo delle masse, mobilità articolari - fattori funzionali - postura, tono muscolare - tipo di pinne - lunghezza, durezza del materiale e presenza o meno di canalizzatori laterali.
Quindi non esiste una pinneggiata standard valida per tutti gli individui.

Lo scopo di questi video è quello di permettere agli apneisti di visualizzare ed analizzare la propria pinneggiata da un punto di vista sia tecnico che muscolare al fine di cercare poi di dare a tutti alcuni input per capire come si muove il corpo durante la pinneggiata e quindi per imparare a conoscersi per poi stare meglio in acqua e migliorare la propria tecnica.

Caratteristiche della Pinneggiata
La pinneggiata è la somma di movimenti angolari di singole parti del corpo: in particolare per ognuno degli arti inferiori si distinguono una fase di "calcio in avanti", detta andata, e una fase di "calcio indietro", detta di ritorno.
Due sono poi gli elementi che caratterizzano la pinneggiata: la frequenza e l'ampiezza.

Errori piú comuni nella pinneggiata

TESTA IPERESTESA

L'apneista tende a guardare nella direzione del proprio moto. Si tratta di una posizione assolutamente istintiva che però implica un'iperestensione del capo.
Questo è un tipico errore dovuto essenzialmente all'ansia generata dalla paura di incontrare ostacoli nel propio cammino e anche alla rigidità dei muscoli del collo.
L'iperestensione della testa implica la contrazione dei muscoli cervicali e del trapezio e di conseguenza dolori al collo e alle spalle. Questa contrazione costante provoca un dispendio maggiore di ossigeno.

POSIZIONE INARCATA DEL CORPO
La posizione del subacqueo è completamente inarcata con la testa e la colonna iperestese.
Questo errore posturale è dovuto all'iperestensione della testa, alla rigidità di bacino e spalle e da una tensione di tutti i muscoli del piano dorsale dovuta essenzialmento ad uno scarso livello di rilassamento.
Gli effetti di questo errore sono numerosi: scarsa idrodinamicità, difficoltà nel mantenere l'assetto durante l'apnea dinamica e tendenza ad avere un assetto positivo.
Da un punto di vista fisiologico questa posizione comporta un rapido affaticamento e uno scarso rendimento, ma soprattutto comporta una sollecitazione sbagliata di muscoli dorsali, addominali e della colonna.

FALCATA TROPPO AMPIA
Nella fase di andata l'arto è troppo flesso e di conseguenza nel ritorno sarà iperesteso.
Questo errore è dovuto ad una interpretazione sbagliata dell'avanzamento lento e calmo in cui l'atleta crede che aumentando l'ampiezza della pinneggiata e rallentando il movimento otterrá dei benefici.
In realtá l'azione è evidentemente troppo controllata e mette in luce lo sforzo mentale dell'atleta che cerca a tutti i costi di dominare e controllare al massimo l'azione.
L'effetto più evidente é che gli arti inferiori offrono maggiore resistenza, l'avanzamento è discontinuo, si alternano movimenti veloci a movimenti lenti e la pinneggiata appare "a scatti".

FLESSIONE DELLA COSCIA IN AVANTI
Durante la fase di andata il ginocchio è richiamato in avanti con una flessione della coscia, quindi la pinna non spinge acqua.
Nel neofita le cause di questo errore sono dovute essenzialmente al poco allenamento nell'utilizzo di pinne per l'apnea ed al tono muscolare insufficiente dei flessori della coscia (quadricipi).
Nell'apneista il problema può essere dovuto anche a pinne troppo dure o eccessivamente lunghe.
L'effetto di questa pinneggiata è che la coscia frena l'avanzamento offrendo molto attrito e riducendo considerevolmente l'idrodinamicitá.

FLESSIONE DELLA GAMBA SULLA COSCIA
Durante la fase di ritorno l'atleta flette la gamba sulla coscia.
Per questo tipo di errore la causa é identificabile nello scarso allenamento  nell'utilizzo di pinne per l'apnea e anche a pinne probabilmente inadatte.
In questo caso ad essere poco sviluppati sono i muscoli estensori della coscia (bicipite femorale).
L'effetto che si osserva è una pinneggiata poco efficace: propulsione è scarsa poiché l'apneista tende a "sfilare"la pinna nella fase di ritorno e quindi la pala non spinge acqua. Tutto ciò è amplificato dalla resistenza della coscia sull'acqua che offre molto attrito e riduce considerevolmente l'idrodinamicitá.






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